proposte di viaggio
Diario di Bordo
Queso spazio è dedicato ai Nostri Ospiti. Qui pubblicheremo le dediche che ognuno di Voi ha lasciato sul nostro diario di bordo alla fine del suo soggiorno su Shadas.

Gen 06, 2005

Lettera inviata al sito www.tuttomaldive.it

"Caro Enzo, ti invio queste righe di racconto da inserire nel sito, in quanto io sono in giro a Malè sud e col cellulare non riesco a stare in collegamento a sufficienza, vogliono essere una testimonianza diretta, una riflessione e qualche commento sugli eventi del 26 dicembre e di questi 10 giorni passati. Il 26 dicembre come ben sai ero in Aeroporto al momento dell'onda, dello Tsunami o come accidenti vogliano chiamarlo, ne ho sentite di tutte e di più. Voglio attenermi ai fatti inizialmente, in aeroporto con molti degli amici che come me vivono qui si riferiva delle piccole scosse avvertite in mattinata a Malè, e improvvisamente abbiamo visto l'acqua della laguna salire fino alle porte degli arrivi, al momento non abbiamo prestato molta attenzione, se non al fatto che era divenuto impossibile telefonare ed avere quindi rapporti sull'accaduto da Malè. Erano già atterrati 3 o 4 voli e tutti aspettavano i clienti all'uscita, scene divertenti di gente che si rimboccava i pantaloni e mille congetture. Quando sono arrivati i primi feriti dalla zona degli idrovolanti, tutti ci siamo cominciati a preoccupare, chi per i clienti chi come me, per l'equipaggio e la barca, nel giro di pochi minuti abbiamo vista il mare trasformarsi in una marea bianca, le lagune dell'aeroporto e dintorni si riempivano e svuotavano nel giro di pochi minuti, con correnti infernali dovute al rapido capovolgimento del corso della corrente, solo poi ho realizzato che era il riflusso dell'onda principale e delle seguenti.Nella confusione generale, tra i moltissimi Maldiviani preoccupati delle famiglie con cui non potevano comunicare e di cosa fosse successo a Malè e nelle isole, sono riuscito a noleggiare un dhoani ed andare a rendermi conto se avevo ancora una barca ed un equipaggio, la scena fuori della laguna dell'aeroporto era difficile da interpretare, tutte le imbarcazioni di malè erano al largo, il mare era bianco (dalla sabbia sollevata e trasportata) e nessuno aveva una vera idea di cosa fare. Appena ho avvistato Shadas ed il diving dhoani al largo, mi sono sentito sollevato, i ragazzi sicuramente stavano bene!
Constatato che tutti c'erano e stavano bene, ci siamo immediatamente diretti a Guraidhoo, isola che alloggia le loro famiglie, per verificare che anche lì la situazione fosse sotto controllo. Devo confessare che lo spettacolo che mi si è presentato all'arrivo era a dir poco allucinante, l'isola che conosco da 8 anni, che mi è stata più volte casa, era sommersa da detriti ed era impossibile addentrarsi oltre il pontile e l'ospedale. Qui vi era raccolta l'intera popolazione dell'isola, nella confusione abbiano cercato i familiari dei miei ragazzi ed il sollievo di trovare tutti illesi (a parte qualche piccola botta o taglio) è stata enorme e liberatoria, la tensione che abbiamo cumulato nelle due ore e mezzo di viaggio era peggio di un macigno. Immediatamente, appena apprese le notizie di cosa era accaduto, abbiamo trasferito tutti i familiari (di cui molti bambini) in barca perchè ritenevo più sicuro stare in mare che in un'isola devastata e soggetta ad eventuali ulteriori danni, in caso si fosse ripetuta la situazione del mattino.
Il resto diventa solo una cronologia di aiuti, per le piccole capacità e possibilità che avevamo ma che non abbiamo lesinato, famiglie trasferite a Malè da parenti o nei centri di raccolta, nuovo carico di viveri ed acqua da riportare sull'isola in attesa degli interventi ufficiali, etc etc.
Sembra un romanzo, ma ti garantisco che la realtà può ampiamente superare l'immaginazione di uno scrittore, in ogni caso, nonostante tutto la cosa che più mi ha colpito è stata la luce persa negli occhi dei bimbi, increduli e dei loro genitori che con enormi sforzi cercavano di non lasciarsi andare alle lacrime.
Dopo un paio di giorni ho preso a bordo i 2 clienti che per loro sfortuna erano già in viaggio ed erano parcheggiati a Malè, l'equipaggio ha voluto fare crociera per recuperare una parte della normalità quotidiana, è stata una crociera diversa, ricca di emozioni contrastanti, ma abbastanza serena nella consapevolezza che per vera fortuna, i danni sono stati più materiali che in termini di vite umane. Col passare dei giorni, è apparsa a tutti la reale situazione e con le notizie dall'estero ci si è resi conto delle dimensioni della catastrofe. Per concludere i fatti sono di nuovo a Guraidhoo, ora i lavori di pulizia e sgombero proseguono più celermente, molte case sono danneggiate ma agibili e la vita sta riprendendo forma, sicuramente bisognerà aspettare un pò prima di rivedere la lunga fila di negozi riaprire le porte ai turisti, ma prima o poi succederà anche questo.
Le immersioni nelle bellissime pass della zona hanno rivelato ben pochi danni al corallo, se si esclude qualche piccola franata all'interno delle pareti delle pass dove i veri danni li aveva fatti il ninho.
Le mie brevissime riflessioni riguardano la volontà di questa gente che non si è fermata a piangersi addosso ma si è subito data da fare per organizzarsi e senza troppe polemiche sterili sta rimettendo le cose a posto.
E' facile pensare che non avevano molto, quindi si farà in fretta a ricostruire ma quello che per noi non è molto per loro significa una vita di lavoro e risparmi, spazzati con un'onda. L'emergenza che in altri paesi sono le epidemie, qui è la carenza o la totale mancanza di acqua dolce, le poche polle sono state inquinate dal mare.
I miei ringraziamenti invece vanno a tutti coloro che in questi giorni ci sono stati vicini, amici, clienti, conoscenti che hanno provato in tutti i modi a mettersi in contatto per accertarsi delle condizioni mie e dei miei ragazzi, a Marco e Raffaella, i due ragazzi che durante la loro vacanza si sono adoperati ad aiutarci sull'isola, ed a tutti gli amici qui alle Maldive che si sono sincerati delle nostre condizioni.
Un commento finale che risulterà piuttosto acido, ma che rispecchia la realtà di un paese legato al business del turismo, tutti quegli operatori, agenti di viaggio, giornalisti che hanno fatto terrorismo psicologico, dando informazioni catastrofiche e che stanno chiudendo le porte a questo paese sull'arrivo dei clienti, dovrebbero smetterla di nascondersi dietro le scuse di moralità nei confronti di una popolazione colpita da una catastrofe, queste scuse potevano andare bene per la prima decina di giorni dopo il disastro, ma ora che si sono verificati i danni e messe in opera le soluzioni, non esistono ragioni per chiudere questa destinazione, a meno che il reale motivo sia quello di sfruttare la situazione a solo fine di lucro, cercando di ottenere delle condizioni più vantaggiose .
Io per ora non posso che ringraziare tutti coloro che hanno straconfermato la loro partecipazione alle crociere, ma mi vengono i brividi quando sento di cancellazioni di vacanze prenotate per marzo ed aprile.
Voglio veramente chiudere con una nota piacevole, ieri sera ero sul ponte della mia barca a gustarmi appieno le stelle, è stata una bella giornata, un immersione più che entusiasmante, una visita all'isola, un tè coi miei ragazzi ed i loro bambini... quando ho sentito un paio di serene risate sulla spiaggia... mi si è aperto il cuore e ci è mancato poco che anche un lupo di mare come me si mettesse a piangere! ."

Claudio
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